mercoledì 28 maggio 2014

Roots Run Deep di Hamde Abu Rahma



di Monica Macchi. La ringraziamo molto per questo articolo.
 




Un libro fotografico su Bil’in, piccolo villaggio a ovest di Ramallah, a pochi chilometri dalla linea verde internazionale, dove il governo israeliano ha iniziato a costruire il muro dell'apartheid sottraendo oltre la metà delle terre coltivate e ampliando l’insediamento israeliano di Modi'in Ilit.

Le foto mostrano gli effetti dell’occupazione; prima di tutto effetti economici: i moltissimi senzatetto a cui hanno demolito le case come questo che ha caricato sull’asino tutto ciò che gli è rimasto (visto che Israele non permette neppure l’accesso ai materiale di costruzione), alberi sradicati, animali denutriti.


Foto 2


E poi gli effetti psicologici soprattutto sui bambini costretti a giocare con le bombe e a respirare violenza e soprusi ai check point e nei raid notturni con aggressioni fisiche, percosse, continui insulti, umiliazioni e abusi sempre più difficili da superare.





Ma le foto mostrano anche la resistenza pacifica e creativa dei palestinesi, trasformati in Avatar

 


o Babbo Natale a cui ben presto si uniscono attivisti israeliani e internazionali e la dura reazione dell'esercito israeliano con gas lacrimogeni, skunky water (acque sporca “chimica” di cui nessuno conosce la composizione), proiettili di gomma, arresti indiscriminati


 
 

foDi Bil’in parla anche il documentario Five broken cameras” che ha vinto il premio “World Cinema Documentary” al Sundance Film Festival 2012 e il premio per il miglior documentario al Festival del Cinema di Gerusalemme del 2012, è stato il primo film palestinese ad essere stato nominato all’Oscar (nella categoria “Miglior Documentario”).

http://formacinema.files.wordpress.com/2013/02/brokencameras.pdf



PS. Hamed ha iniziato a far fotografie dopo l’uccisione di suo cugino Bassem proprio durante una delle manifestazioni nonviolente perché “anche se il mondo rimane in silenzio, restare un testimone silenzioso non era più possibile per me”.

www.hamdeaburahma.com