sabato 30 agosto 2014

Il bacio di Lampedusa



Un'altra indicazione letteraria per voi, cari lettori: vi proponiamo il romanzo intitolato Il bacio di Lampedusa, di Mounir Charfi, editore Castelvecchi. 


Il testo si apre con l'inizio di un'avventura: la ricerca di un libro antico, che tratta di alchimia. Il libro era appartenuto al padre del protagonista e ora questi, per ritrovarlo, deve viaggiare tra il sud della Tunisia e le coste francesi. Ma l'avventura e la fantasia affondano le proprie radici nella stretta attualità: Chafir, infatti, è un medico di professione - qui alla sua opera prima di narrativa - e con questo romanzo poetico, onirico, metaforico vuole raccontare l'odissea dei tanti migranti che sono costretti a lasciare i Paesi d'origine per cercare rifugio in Europa.

Scritto poco prima dello scoppiare delle rivoluzioni arabe, il testo ne anticipa le motivazioni e le speranze (a volte disilluse): parla di uomini, donne e bambini che lottano, scappano e chiedono giustizia e diritti tutelati. Come afferma lo stesso autore, il romanzo è un “libro kamikaze” nel senso che intende far saltare ogni barriera tra culture, religioni e politiche. La fantasia, infatti, è messa al servizio della realtà; l'atto creativo può essere un atto di ribellione, un gesto autentico di liberazione. Ecco, allora, che l'alchimia consiste nell'abbattere le frontiere - come Frontex, come Shenghen - ma anche quelle barriere che stanno dentro i cuori e che impediscono veri e concreti processi si accoglienza e di inclusione.

La finzione letteraria parla di un bacio, un bacio immaginario tra due continenti, tra la sponda Nord e quella Sud dello stesso mare; un bacio tra due città, Marsiglia e Algeri, che si fondono per diventare “Malgeri” e si fanno simbolo della volontà di capirsi e di accettarsi. Perchè il mondo torni ad essere uno spazio aperto, libero e pacifico. Per tutti.